Da che parte sta la felicità?

Un paio di anni fa se una persona mi avesse detto che si può scegliere di essere felici gli avrei riso in faccia. Ho sempre pensato che la felicità fosse data da “cose”. Arrivano i soldi e sei felice, arriva l’uomo giusto e sei felice, arriva un lavoro che ti piace e sei felice. “Se solo avessi 200 euro in più sarei felice…”, “tu hai trovato l’amore, tu sì che sei felice”, “ah se potessi svegliarmi al mattino con un lavoro più bello, allora sì che…(indovinate un po?) sarei felice!”

Dai, non ditemi che non avete mai fatto questo pensiero perché proprio non ci credo. Nemmeno una volta? Ma va là.

E se pensassimo alla felicità come stile di vita? Ciao, sono Denisa e ho adottato da un po’ di tempo il pensiero positivo. E vi dirò, non si sta per niente male anche perché ho scoperto che non sono le “cose” a portare felicità ma è la felicità a portare “cose”.

Sia chiaro, le giornate storte ci sono, ma le chiudo tra due parentesi e le archivio. Mi fa molto molto felice se riesco a condividere con le persone questo pensiero, mi dispiace per chi invece mi giudica superficiale, ma capisco. E lo dico per esperienza. Mi è capitato di sfogarmi su cose che giudicavo negative o inaccettabili, tradimenti, giudizi, parole mal dette, atteggiamenti disonesti e se mi veniva detto “Ma sì, son cose che capitano, pazienza.” ci rimanevo male. Non capivo…

Beh. Ultimamente mi ritrovo dalla parte di quello che dà l’alzata di spalle. Solo ora mi rendo conto che non è superficialità, è lasciare andare la negatività, è accettazione e perdono.

Se si lascia andare la negatività si acquisisce una bella fetta di benessere ve lo garantisco. Io, lo ripeterò all’infinito, non scrivo per fare la maestra di vita e sono ben consapevole di quante cose ci siano da sistemare, quanti schemi da rompere ancora, quanti esperimenti da fare. Scrivo delle cose sistemate, degli schemi rotti e degli esperimenti fatti.

Dunque felicità è un atteggiamento mentale. I soldi finiscono, se non finiscono ne vogliamo sempre di più. Vedo costantemente gente piena di soldi e vuota di vita: dei poveri ricchi. Vedo matrimoni finiti prima di iniziare e che nemmeno dovrebbero esistere. Vedo contratti a tempo indeterminato crollare in un fallimento da un giorno all’altro.

Il 3 Giugno dello scorso anno ho guadagnato il mio 35esimo anno di età…Premetto che non mi piace festeggiare il compleanno con grossi eventi, bastano poche persone, le più care. Avevo organizzato una cenetta con gli amici più stretti. Lo stesso giorno, in tardo pomeriggio ho perso un nonno e  mi sono ritrovata in mezzo a tutti i parenti vestita a festa. Mi sono sentita dire e non mi ricordo nemmeno da chi..”ah, adesso immagino disdirai tutto..poverina, proprio il giorno del tuo compleanno..”

Beh ecco io mi ricordo solo che ho messo il magone in tasca e ho detto: “Ma perché? Io non sono mica morta…”

So che è un aneddoto un po’ forte ma non mi sento una stronza, e tanto meno superficiale. Il nonno mi manca e mi tengo stretti tutti i giri in carrozzina in ospedale. Mi tengo stretta la paghetta settimanale di quando ero bambina. Mi tengo stretta che ogni notte mettendo la macchina in garage s’apriva la finestra della sua camera sul cortile e urlava: “Denisa sei te?”

Mi tengo stretto su tutti quel giro in cui non azzeccò nemmeno i nomi dei suoi figli ma alla domanda “Ma la Denisa chi è?” mi rispose: “Beh come chi è, sarà mia nipote ciò!”. Me la tengo stretta la coda di pavone che m’è uscita in quel momento per la soddisfazione.

Eppure non mi sento in difetto se sono uscita a divertirmi la sera in cui ci siamo dati il cambio sul campo di gioco. 

Come ho detto nell’articolo precedente, il dolore è personale e va elaborato in solitudine. Io ho scelto semplicemente di chiudere fuori la tristezza  per qualche ora assorbendo l’amore dei miei amici più cari. 

Non sentitevi mai in difetto se scegliete di essere felici.  Siate egoisti. Siate felici. E se per essere felici passate per superficiali allora siate orgogliosamente superficiali.

I matrimoni finiscono, le relazioni si rompono, i soldi finiscono, i lavori si perdono e le persone muoiono. Vivete al massimo. Sempre. Non siamo eterni.

With love

Deny

 

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