Perché aspettiamo?

Ieri ho visto una ex-collega. E’ in pensione da qualche mese e invece di essere riposata e rilassata è triste e annoiata. Ha vissuto una vita intera lavorando 9 ore al giorno 5 giorni la settimana per 40 anni, servendo un marito e un figlio. Ci lamentiamo tutta la vita di non avere tempo per noi e quando ci viene restituito ne abbiamo paura.

Le ho detto: “Ma perché non vai a fare qualche passeggiata?” Cavoli, siamo a Marzo, c’è un sole in questi giorni che seduta alla scrivania io scalpito! (Marzo mi fa questo effetto da sempre.) Beh mi ha risposto: “Hai ragione ben, però sai, ho una cosa dentro con cui combattere: mi vergogno ad andare in giro da sola. Mi sembra di avere tutti gli occhi puntati addosso. Ti sembrerà assurdo ma davvero non ce la faccio..”

Ecco.. io mannaggialamiseria stavo per l’appunto lavorando quindi ho dovuto tagliare corto ma giuro che l’unica cosa che avrei voluto fare sarebbe stata prenderla sotto braccio, portarla a sedere ad un tavolino di un bar all’aperto e stare a chiacchierare con lei per 2-3 ore. Al sole.

“Mi vergogno.” 

La maledetta zona di comfort. La paura del giudizio. Ci adagiamo lì e non corriamo nessun rischio. Non corriamo proprio. E anche una cosa banale come una passeggiata diventa un ostacolo. Non sto parlando di: non so più se amo mio marito, non mi piace il mio lavoro o cose del genere. Capisco siano questioni un po’ più complesse da affrontare, ma… una passeggiata?

Cresciamo con la paura di sbagliare. Uno sbaglio viene punito, viene demonizzato. E noi viviamo e cresciamo alla ricerca di una perfezione che non esiste. Non facciamo niente e aspettiamo il momento perfetto. E così ci facciamo sconfiggere dalla sorella della “paura di sbagliare”: la procrastinazione. Questa maledetta. Io ne sono schiava. A partire da questo blog. Arrivo al giorno di pubblicazione in cui non so nemmeno da dove partire a scrivere perché mi riduco all’ultimo. Credo di essere poco interessante, poco brava, ho paura del giudizio, ho paura di sbagliare un congiuntivo o una virgola. Aspetto l’argomento giusto, l’argomento perfetto e intanto arriva la scadenza. Cos’è? Credete che abbia definito delle date senza motivo? Sto imparando a conoscermi. Eppure leggo altre persone che stimo moltissimo ancor di più perché sono imperfette.  Ma perché non riusciamo ad essere più tolleranti anche verso noi stessi?

E voi? Riuscite? Anzi ancora meglio: vi rendete conto di questo meccanismo quando si aziona?

Io sono Miss “Mi piacerebbe fare ma..”. Sono la regina indiscussa delle mille scuse per non fare una cosa che mi piacerebbe fare da morire! Sono un vero e proprio fagiano! La cheerleader dell’aspetta e spera. Poi un giorno son caduta dal pero, grazie a cosa o a chi non lo so. (Non è vero: lo so, ma lo tengo per me! ;D)

Un giorno fantasticavo come sempre su una delle tante esperienze che mi attraevano. Le tipiche cose che figuriamoci se io… Stavo organizzando un weekend con i miei amici e mentre cercavo proposte da fare agli amici un banner ha catturato la mia attenzione: era quello di una scuola di volo in Umbria. Ecco a questo giro, reduce dalla caduta dal pero, mi sono comportata in maniera diversa. Ho mandato una mail d’istinto per chiedere informazioni. Solo che, per chiedere informazioni, il modulo da compilare richiedeva una data perciò ho proseguito chiedendo per uno dei primi giorni di ferie. Non mi son state date troppe informazioni a parte un “Ciao Denisa confermo la disponibilità per un volo nel giorno da te indicato, ho un posto alle 9 di mattina, può essere di tuo gradimento?”

Ecco adesso vi spiego la sensazione. Cazzotto nello stomaco. Adrenalina sparata e PAURA. La paura bella, di quelle da fare il salto. Quella da montagne russe. Ho risposto subito. Si. Non sapevo come e in che modo ma sapevo che avrei fatto questa cosa e basta. Per di più non ho prenotato un volo a due passi, ma a 400 km. Li avrei fatti anche da sola tanta era la convinzione. Alla fine senza troppi sforzi e senza cercare nessuno la compagnia è arrivata da sè. E così ho iniziato le mie ferie la scorsa estate. Volando.

Il weekend con i miei amici è stato egoisticamente dimenticato con l’arrivo della mail della scuola di volo, ma mi perdonerà chi mi vuol bene perché io quel giorno ero VITA.

Ah sono contenta tra l’altro di aver parlato di questo. Mi sono ricordata di come ci si sente. Adesso devo trovare un’altra montagna russa su cui salire.

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Sempre vostra

Deny

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