Per cosa siete grati?

La settimana scorsa ho visto un docu-reality che seguiva la preparazione di un gruppo di donne per la mezza maratona di Amsterdam. Fin qui nulla di strano, il punto è che erano tutte donne ammalate di cancro. Non ho assolutamente intenzione di parlare di questo argomento (non mi sento proprio in diritto di farlo), sia ben chiaro, ho solo tirato fuori il discorso perché mi rimbalza in testa l’affermazione di una di queste donne: “…poi mi sono presa la responsabilità di essere felice!”

Prima di tutto: se avete venti minuti, cercate quel programma e guardatelo. Il progetto si chiama Pink is good.  Tra tutta la spazzatura che c’è in TV quello può insegnare invece qualche pensiero utile. Il problema è che vi fa anche sentire minuscoli come formiche. Sappiatemi dire.

Poi: la responsabilità di essere felice. Ne ho parlato anche tempo fa di questa tanto agognata felicità. La felicità come stile di vita. Una delle cose importanti per vivere felicemente è di praticare la gratitudine. Pare proprio che le persone felici si concentrino su quello che già possiedono.

Io a parte dire a me stessa qualche parolina prima di dormire non ho mai fatto molto mia questa pratica. Ho un diario, ma non ho mai preso l’abitudine di scrivere ogni giorno riguardo ai momenti della giornata che mi hanno fatto stare bene, anche solo un paio: il sorriso di uno sconosciuto al bar, accarezzare un cane, un caffè con un amico, la canzone preferita. Invece sarebbe davvero importante. Perché dare per scontato tutto?

Oggi quindi spendo qualche parola prendendo questa strada.

Sono davvero profondamente grata al Fato. Non ci sono dei o persone che tengano. C’è una persona che mi fa sentire sempre totalmente libera, amata e rispettata. E’ una persona che non mi ha mai fatta sentire in difetto pur non condividendo le mie scelte o il mio stile di vita. E’ una persona che mi fa sentire a mio agio anche mentre le sto dicendo cose che non condivido io. E’ una persona che mi stima e ancora non capisco perché così tanto. E’ una persona che stimo tantissimo e so benissimo il perché.

Parlare del rapporto con questa persona così pubblicamente mi mette in difficoltà, forse per scaramanzia o per la paura di sembrare troppo smielata. Negli ultimi anni sono effettivamente diventata avara di sentimentoquindi parlarne per me è muy difficult.

L’ho conosciuta 17 anni fa, ricordo solo che era un’amica del ragazzo con cui stavo. Il resto è arrivato con una naturalezza tale da dimenticare come siamo diventate amiche. In 17 anni ci sono stati periodi in cui ci vedevamo tutti i giorni alternati a periodi in cui ci si vedeva 3 volte in un anno. La cosa che ancora mi stupisce è che se ci vediamo per 10 giorni a fila, per dieci giorni abbiamo comunque qualcosa da dirci, qualche argomento da affrontare insieme.

Sono grata a lei. Non si offende se “vulcanizzo”. Dice che sono un vulcano perché borbotto dentro fino a quando mi surriscaldo e allora arriva l’eruzione! Sto cercando di migliorare eh. :/ Mi conosce. Non dubita mai del mio bene. E’ la prima persona che chiamo, per qualsiasi cosa. Bene o male. Successi e insuccessi. Le dico tutto quello che mi frulla in testa anche se mi sento stupida, brutta, infantile.

Sono grata a me. Come ho già detto un rapporto è costruito da due persone e quindi se l’altra sono io in questo devo essere grata anche a me. C’è stato un momento in cui stavo per perderla. Lei convinta di non potermi dare nulla di interessante, io la vedevo andare via senza capire perché. Una sera a cena di fronte a lei crollai io e insieme a me le sue convinzioni sbagliate. Sono grata a me per quel crollo.

Sono grata per questo rapporto con queste basi così solide: rispetto, affetto e libertà. Sono i principi in cui crediamo il egual modo.

Sono grata anche di avere un’auto, che mi permetterà di andarla a prendere oggi pomeriggio, per uno dei nostri weekend in giro per l’Italia.

Buon weekend

Deny

 

4 risposte a "Per cosa siete grati?"

  1. Ciao Deny! 🙂 Prima di tutto, un grazie davvero entito per essere passata a trovarmi sul blog; ora sono io a farti una visita: mi sembra il minimo della cortesia. 🙂 Questo che affronti è un argomento molto interessante: di sicuro sono grato a Simone per avermi fatto capire che ero un po’ in ritardo per affrontare un cammino che mi avrebbe occupato tutta la vita; per cui me ne ha posto un altro davanti agli occhi. Oggi sto affrontando questo cammino, e ne sono felice, anche se questa pandemia sta tenendo lontano molti di noi; ma se non altro ci sentiamo comunque uniti. 😉 Sono grato a tutte le persone che ho conosciuto in tutti questi anni: a partire da quelle che mi hanno parlato alle spalle, passando a quelle che mi sono state davvero amiche, fino ad arrivare a quelle che (al contrario) mi dicevano parole “adulanti”, mentre poi pensavano tutt’altro. Sono grato a tutte queste persone perché mi hanno permesso di farmi una corazza, e di saper distinguere di chi potermi fidare.

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      1. Buongiorno Deny, buongiorno. Sono contento che tu abbia gradito la mia risposta: appena ho letto il tuo articolo, dal nulla mi è venuto il pensiero che hai letto. Poi, il fatto che la corazza a volte sia un po’ friabile, capita a tutti, però sono convinto che lì stia tutto il discorso, e che anche chi “ci ha fatto del male” meriti gratitudine per averci dato modo di crescere affinando certe sensazioni. Ti auguro di trascorrere una piacevole domenica! 🙂

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